LA DESOLANTE POLITICA DI QUESTO PAESE

Centro Destra e Centro Sinistra dilaniati da polemiche e lotte intestine che non consentono un sereno, duraturo e proficuo rapporto con la società civile

La fotografia della realtà attuale, anche artenese, è chiara: quando il futuro è carico d’incognite, più ancora del presente, anche quelli che hanno la ricchezza sono portati a spendere molto meno, e ad accumulare riserve. È questa la risposta alla totale assenza di fiducia nei confronti di una politica che non prende decisioni e della rissosità interna che c’è negli schieramenti politici. Questo non permette un rialzo economico che è necessario anche nella nostra Città, troppo tramortita dalle vicende di questi ultimi mesi e dall’emergenza sanitaria. Ad Artena, più che in altra parte, c’è uno scollamento tra la politica e la società civile davvero imbarazzante. Non ho mai creduto alla contrapposizione tra una “società civile buona” e una “società politica cattiva”, ma nel caso di Artena la contrapposizione appare evidente e, fermo restando che non esiste in assoluto una “società civile buona”, esiste, però, in questo momento storico, “una società politica” inappropriata e inadeguata, che con i suoi comportamenti alza un muro di sfiducia e di rassegnazione in faccia ai cittadini, a tal punto che la maggior parte, compressa da un nichilismo senza riparo, si esprime così: “Tanto sono tutti uguali, pensano solo a loro stessi”.
Solari sono due esempi Molto attuali sia nel Centro Destra sia nel Centro Sinistra. Fratelli d’Italia ha aperto un mese fa circa il tesseramento della Valle del Sacco e dei Monti Lepini, e tra le Città interessate vi è anche Artena. Giorgio
Salvitti, dirigente su questo territorio del partito della Meloni, ha delegato coordinatori in ogni Città, tranne che ad Artena perché il Centro Destra locale è diviso e non si conosce chi sta con chi. L’altro esempio è quello del PD, che in questi giorni ha sfiduciato, chiedendone le dimissioni, il sindaco Felicetto Angelini. All’interno del PD c’è una spaccatura che ormai dura da 6/7 anni, una lesione che ha costretto una parte del partito a schierarsi all’opposizione dell’altra parte che invece è al governo della Città.
L’unica certezza nel panorama politico locale è il M5S, nel senso che il rappresentante locale è Adolfo Mele, seguito da un certo numero di iscritti e simpatizzanti, ma che al momento del voto comunale non va oltre i 700 voti e quindi non ottiene mai la forza per amministrare.
In questo panorama desolante, il fatto che salta più all’occhio è, però, che a livello nazionale il Centro Destra di Artena sa compattarsi, e da anni ormai è il primo schieramento nella nostra Città, mentre il Centro Sinistra e nello specifico il PD, ha un’emorragia di voti continua da tempo. Questo nonostante certi suoi iscritti, in sede comunale, risultano essere ipervotati, ma questi supervoti non vengano trasferiti in sede nazionale. La conclusione è duplice, magari semplicistica, ma certamente appropriata: o questi iscritti al PD sono bravissimi in sede locale a guadagnare i voti anche a destra, o, al contrario, pensano solo al
loro orticello paesano e spendono nulla per il partito che rappresentano.
Nel dopoguerra e per i successivi quarant’anni, Artena ha avuto due personaggi carismatici che se trasportati al tempo attuale rappresenterebbero il dualismo Centro Destra – Centro Sinistra: Emilio Conti e Gino Bucci. Erano persone forti, autorevoli, carismatiche, leader e trascinatori, che prima di ogni cosa seguivano una linea di partito che aveva la barra dritta, non era ondivaga. Anche Conti e Bucci avevano i loro difetti, anche Conti e Bucci, probabilmente, hanno combinato guai a livello amministrativo, ma sono stati i “padri” della ricostruzione di una Città sconvolta dalla guerra. Hanno assolto un compito estremamente ostico, un compito che avrebbe fatto tremare le vene dei polsi. E al netto della loro fede politica e dei loro difetti, hanno seguito l’indirizzo, comune ad entrambi, che la comunità era prima, era imprescindibile, era fondante, e che gli sforzi politici non dovevano compiacere il loro ego ma dovevano punteggiare la vita degli artenesi.
Attualmente mancano queste personalità, questo modo, anche ruspante, di fare politica. Manca, in assoluto, la testimonianza missionaria che è fondamentale per ogni buon politico. Manca la valenza sacerdotale che ogni politico deve avere: umiltà, rispetto, amore e passione, cuore limpido, onestà, gentilezza e disponibilità con e per gli altri, la prontezza ad assistere chiunque abbia bisogno di aiuto, e l’avere un ruolo di guida. Ci vuole coraggio e il costante rifiuto ad essere influenzati dai cattivi consiglieri. Ci vuole empatia e una capacità fenomenale di ascoltare gli altri, compenetrarsi nei loro dubbi, nelle loro perplessità, nei loro problemi, per poterli risolvere.