LA TRAGEDIA DELLO SCUOLABUS

MORIRONO IN CINQUE, QUATTRO RAGAZZI E L’AUTISTA. RICCARDO, FABRIZIO, CESIRA, FEDERICA E SERGIO. SONO RIMASTI UCCISI DALLO SCONTRO CHE IL PULMINO EBBE CON UN RIMORCHIO. SONO PASSATI 29 ANNI

Il 18 dicembre di 28 anni fa, è stata la giornata più triste e tragica della nostra Città nel dopoguerra. Alle 13.40 di quel giorno freddo e piovigginoso, il pulmino che riportava a casa oltre trenta ragazzi appena uscita dalla suola, all’altezza della curva della Madonnella, in via Giulianello, si scontrò frontalmente con il rimorchio ciondolante di un camion che procedeva in direzione opposta.
L’impatto fu violento. Il botto si sentì a chilometri di distanza.
Morirono cinque persone, quattro ragazzi e l’autista del mezzo.
I ragazzi frequentavano la scuola media di Artena, erano Cesira Di Cori, Riccardo Luffarelli, Fabrizio Scaccia, e Federica Talone. L’autista si chiamava Sergio Talone ed era la persona più buona e sensibile che abbia mai avuto la fortuna d’incontrare. Per quattro di loro la morte arrivò rapida, Federica morì a distanza di qualche giorno. Trenta furono i ragazzi feriti più o meno gravemente.
Artena fu tramortita e frastornata e quel periodo natalizio trascorse con il pensiero a quanto era accaduto e il dolore pervase l’intera comunità artenese. Il Comune interruppe ogni iniziativa natalizia in essere. Furono spente le luminarie pubbliche (l’Albero ancora non c’era) e furono chiusi tutti i presepi che erano stati allestiti
Da anni si parlava della pericolosità di quella strada, appena un mese prima dalla tragedia era stata investita mortalmente una donna che se ne tornava a casa a piedi.
Fu la sera stessa dell’incidente, dopo che erano state rimossi i mezzi e le lamiere accartocciate, che gli abitanti del Colubro, colpiti profondamente e da vicino dal dolore, che si portarono in via Giulianello con gli escavatori e le ruspe, e in cinque minuti spianarono quella curva maledetta allargando la carreggiata.
Fecero in un baleno un atto che nessun ente preposto aveva saputo fare in anni di snervante burocrazia.
Nessuno si permise di intervenire e fermare quei lavori, anzi, nel giro di una settimana la strada ebbe una connotazione completamente differente da quella originaria.
La Comunità artenese ha ricordato per i primi anni dall’incidente le vittime con manifestazioni pubbliche e con l’istituzione da parte dell’Ente locale di una borsa di studio. Poi, come spesso accade nell’italiche cose, tutto venne posto nel dimenticatoio. Solo da un paio di anni a questa parte, per l’interessamento del nostro collaboratore Vittorio Aimati, il Comune rappresentato dall’assessore Lara Caschera e la scuola con la dirigente Daniela Michelangeli, hanno ripristinato la commemorazione che si effettua tramite una manifestazione ricordativa delle vittime ello scuolabus.
Quest’anno causa emergenza sanitaria, la cerimonia non potrà esserci, ma nel 2021 , a trent’anni dalla tragedia, il ricorso sarà nuovamente all’ordine del giorno delle priorità del Comune e della Scuola. Nei nostri cuori ogni anno, il 18 dicembre, rappresenta un giorno mesto dedicato al dolore.