E’ BELLA LA SQUADRA IN SERIE D, MA IN QUANTI L’HANNO VISTA?

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Calcio Vis Artena, campionato da incorniciare ma i tifosi avversari non sanno nemmeno come è fatta Artena. Si sono fermati a Colleferro, a Lariano a Ciampino. Eppure la squadra ha sempre risposto presente e sta disputando un campionato di grande spessore

Avere una squadra di calcio che da tre anni partecipa al campionato di serie D (quarta serie – campionato semiprofessionistico) e non poterla vedere è un peccato mortale, è uno spreco, rappresenta uno scarso, scarsissimo rispetto per gli sforzi dell’intero sodalizio rossoverde, oltre che per i tifosi della Vis Artena, che hanno sempre visto giocare la squadra su terreni fuori le loro mura amiche. È chiaro che per partecipare alla serie D, la Federcalcio impone degli standard d’impiantistica sportiva, che vanno seguiti e rispettati, ma far passare tre anni e non essersi ancora adeguati a quegli standard è oltremodo disarmante. La Vis Artena, tre anni fa gioca la sua ultima partita nel campionato di eccellenza, è già promossa da qualche settimana, quindi a maggio 2018 già si sconosce il responso: la Vis nella stagione successiva avrebbe disputato il campionato di serie D. Da maggio a settembre è comprensibile che non c’è il tempo per poter allestire un’impiantistica degna della serie D, ma si pensava che i rossoverdi avrebbero potuto disputare le loro partite sul terreno di via Marconi a partire da metà stagione. Per realizzare il nuovo impianto sportivo, il Comune ha chiesto un finanziamento di un milione e 200 mila euro, con il quale si sarebbe dovuto sostituire il manto sintetico, adeguandolo alle normative vigenti, si sarebbero dovuti riedificare completamente i locali spogliatoi, che avrebbero dovuto prevedere ulteriori locali per le squadre avversarie, sale massaggi, magazzini, palestra interna, ecc., oltre alla recinzione e a una nuova tribuna da 700 posti. Questi dati sono emersi dal Consiglio Comunale del 30 ottobre 2018, quando la maggioranza specificò che il costo era di un milione e duecento mila euro e che rappresentava una somma ragionevole; mentre, al contrario, all’opposizione questa somma sembrava esagerata. In quella stessa riunione l’allora assessore ai LLPP Pecorari ebbe a dichiarare che eravamo fortunati ad avere una squadra di calcio che giocava con l’Avellino, andava in trasferta in Sardegna, parlava con il Bari o con il Latina, e se ne faceva un vanto. Il problema è che Artena non ha mai visto i tifosi dell’Avellino o del Bari o del Latina o di Sassari, perché queste persone al seguito delle squadre, non sono mai giunte ad Artena e, quindi, non hanno mai usufruito dei nostri servizi, dei nostri ristoranti, dei nostri bar, dei nostri alberghi. Insomma, la comunità non ha avuto alcun giovamento dalla Vis Artena in serie D, perché i tifosi avversari si sono sempre fermati a Colleferro, a Ciampino a Lariano, siti dove la Vis è stata ospitata per le partite casalinghe. Quei tifosi non sanno nemmeno come è fatta Artena! E questo non è stato uno spreco? Non è stato un clamoroso schiaffo alla Città? Dopo aver rifatto il manto sintetico (almeno quello) la Vis disputa da qualche tempo le partite casalinghe sul terreno di via Marconi, ma anche in questo caso nessuno se ne accorge se non guardando i tabellini e la classifica sui giornali il mattino dopo. A via Marconi oggi c’è solamente un rettangolo verde, ben fatto naturalmente, oltre a spogliatoi, e praticamente nessuna ulteriore struttura, e quindi l’ingresso al campo sportivo è vietato ai tifosi, anche, se a dire il vero, le norme anticovid avrebbero fatto disputare comunque gli incontri a porte chiuse e nel più completo anonimato. La situazione è carica di problemi a cui si aggiungono voci, per il momento il solito chiacchiericcio, che parlano di pressanti richieste da alcune società che vorrebbero acquistare il titolo della Vis Artena. È chiaro che tra Covid e impiantistica il patron societario Di Cori ha dovuto ingigantire gli sforzi e forse vede un futuro delicatissimo, e le chiacchiere potrebbero trasformarsi in qualcosa di più concreto. Se così fosse, rischiamo davvero di aver avuto per tre anni una squadra di calcio nel campionato di serie D, non avendola mai vista giocare sul campo di Artena, e nessuno, sottolineo nessuno, ne avrebbe tratto beneficio come invece dovrebbe accadere quando il vettore sportivo e di grande richiamo. La squadra però c’è! Va avanti. In classifica riveste una posizione di notevole prestigio, il nome di Artena, comunque gira e questa volta per cose sportive, quindi normalmente positive, e non per fatti incresciosi e palesemente controproducenti. Lo sforzo dell’intero sodalizio va apprezzato e va ammirato perché da tre anni, in una situazione di traballante insufficienza impiantistica, contro tutto e tutti, i colori rossoverdi continuano a campeggiare nei campi della Regione e fuori di essa. Per onore di verità bisogna aggiungere, in conclusione, che in qualche giorno fa il vice sindaco Talone ha inaugurato il cantiere per la costruzione della tribuna. I lavori dureranno 4 mesi e costeranno quasi 617 milioni.