PREMIO MECENATE ALLA NOSTRA CONCITTADINA GIOIA DE ANGELIS

Amica e collaboratrice di questo periodico siamo orgogliosi di renderle omaggio dopo che l’opera teatrale da lei interpretata con Roberto Censi e Carlo Albanesi ha vinto meritatamente il premio attribuito dalla FITA Federazione Italiana Teatro Amatoriale. L’opera si chiama Trote ed è stata scritta da Edoardo Erba

E’ bello raccontarvi di artenesi che danno nobiltà, nel senso più alto del termine, alla nostra Terra. Chi lo fa con lo sport, chi con la letteratura e chi con il teatro.
La nostra amica e collaboratrice di redazione Gioia De Angelis ha appena ricevuto, insieme ai suoi colleghi di palcoscenico, il premio Mecenate attribuito dalla FITA la federazione Italiana Teatro Amatoriale, alla migliore rappresentazione di un’opera teatrale nel panorama amatoriale.
Che bello Gioia questo tuo successo! Ti conoscevamo come insegnante e come giornalista, non ti conoscevamo affatto come attrice. Quando è maturata questa tua passione? Anzi, potrebbe divetare un lavoro?
La passione per il teatro c’è sempre stata, salire su un palco era il mio sogno nel cassetto. Circa due anni fa ho iniziato a frequentare delle compagnie teatrali di Cave, avremmo dovuto mettere in scena il Mercante di Venezia a giugno del 2020, poi la pandemia e il fatto che sia venuto a mancare il regista di quello spettacolo non ha reso più possibile la realizzazione. Contemporaneamente frequentavo un’altra compagnia di Cave, cittadina molto viva teatralmente e culturalmente, e un anno fa il fondatore della compagnia Tre Per Caso, attore e regista, ci ha proposto questa opera di Edoardo Erba, Trote. Per quasi sei mesi abbiamo fatto le prove on-line, è da maggio che ci vediamo in presenza e con tanto impegno siamo riusciti a metterla in scena a novembre. Potrebbe diventare un lavoro? No, il mio mestiere è l’insegnante, il teatro sarà sempre una grande passione”.
Parlaci della commedia e dei tuoi compagni d’avventura.
Trote non è una commedia nel senso stretto del termine, è un’opera teatrale in dialetto romanesco nella quale si ride molto, quel riso a volte un po’ cinico perché l’argomento è molto serio, anche se trattato con leggerezza, divertimento e poesia si intrecciano per affrontare un tema delicato del quale è più facile tacere che parlare. Protagonisti due persone del popolo: Maurizio, un meccanico arricchito in perenne crisi coniugale (la moglie sono io) e Luigi, un operaio alle soglie della pensione che sta per sposarsi con una donna di servizio rumena; a regalare un accento metaforico e universale alla vicenda è la filosofia un po’ zen della pesca che accompagna l’intera trama; non mancano momenti esilaranti ma alla fine la storia avvince e commuove. Maurizio è interpretato da Roberto Censi, di Bellegra, è alla seconda esperienza teatrale ed è molto bravo; Luigi è Carlo Albanesi, fondatore della Compagnia Tre Per Caso, attore, e in quest’opera anche regista insieme a Rita Cortoni, mia cara amica e collega e attrice straordinaria, il mio gancio per le compagnie teatrali a Cave. Sono molto grata a Carlo per avermi dato la possibilità di realizzare questo sogno, a Roberto che è stato uno splendido compagno di avventura e a Rita che ha saputo tirare fuori il meglio da tutti e tre”.
Il premio Mecenate: Ci pensavate? Sorpresa? Impressioni.
Il premio Mecenate è un premio della FITA, la Federazione Italiana del Teatro Amatoriale, io sapevo che la compagnia era iscritta con quest’opera, negli anni passati avevano provato a vincere qualcosa e avevano ricevuto delle nomination. Alcuni membri della giuria sono venuti alla prima venerdì 12, e dopo lo spettacolo ci hanno chiesto di essere presenti al premio il 28 e questo ci faceva ben sperare. Durante la premiazione abbiamo saputo della nomination per Roberto come miglior attore protagonista e per Carlo e Rita per la miglior regia, ma nessuno dei due premi ci è stato assegnato. Siamo arrivati alla fine della cerimonia e almeno io ero un po’ delusa, non sapevo che mancasse l’ultimo premio, il più importante, quello come miglior spettacolo: quando ci hanno citato nelle nomination ho pensato che avrebbe vinto una compagnia di Frascati che aveva vinto diversi altri premi; quando poi è apparso sullo schermo il nome del nostro spettacolo è stata un’emozione grandissima! Ci siamo abbracciati e abbiamo pianto, grande è stata la sorpresa quando è stato mandato il video messaggio dell’autore che si complimentava con noi soprattutto per la scelta del testo, non semplice e non banale. E la sorpresa ancora più grande è stata sapere che con questo lavoro rappresenteremo il Lazio al Gran Premio della FITA nazionale. È stato bellissimo vincere non singolarmente ma con l’intero spettacolo, quindi per il testo, gli attori, la regia, le luci, i suoni e tutta la squadra, è stato un premio di tutti”.
Futuro in quest’ambiente? E soprattutto futuro con un’altra opera?
Futuro nel teatro spero proprio di sì, spero di potermi divertire ancora con questo magnifico gruppo mettendo in scena opere particolari come questa. Per il momento vogliamo continuare a portare in giro questo spettacolo che ci è costato così tanto impegno e che ci sta dando così grandi soddisfazioni”.