MADONNA DELLE GRAZIE OGGI LA PROCESSINE

STORIA DI PIETA’ POPOLARE TRA LEGGENDA, TRADIZIONE E DEVOZIONE. ARTICOLO DI ALBERTO TALONE

Artena ha sempre avuto fin dai tempi più remoti, una forte tradizione religiosa. Questa è particolarmente collegata ed intessuta con la venerazione che i cittadini hanno per la Madonna delle Grazie che si trova nel santuario di santa Maria delle Letizie.
Poco lontano da Santa Maria c’era il convento di San Michele Arcangelo dove alcuni frati vivevano nella preghiera e nel lavoro insieme alla loro Madre celeste. Nella cappelletta del convento vi era un simulacro in legno: la Vergine delle Grazie, la stessa nostra Madre celeste che oggi veneriamo nel santuario di Santa Maria. Lei ascoltava ogni giorno pietosa le preghiere dei figli di San Francesco. Ma un giorno gli eventi precipitarono. I briganti assalirono il convento dove più volte si erano rifugiati in cerca di rifugio perchè inseguiti dai gendarmi: lo spogliarono e lo saccheggiarono. Il fatto avvenne più volte e per evitare che il convento divenisse asilo di briganti e di malviventi, il Papa ne ordinò la chiusura e la demolizione dalle fondamenta.
I demolitori eseguirono l’ordine del Papa e in breve tempo il convento venne completamente distrutto, tanto che oggi si nota soltanto qualche rudere.
I frati dovettero lasciare il luogo ma avevano una grande pena: Lasciare la statua della Madonna in convento, in preda ai briganti, o distruggere l’effige? Venne dunque a quei frati l’idea di nasconderla e seppellirla in un profondo scantinato.
Il terreno fangoso ed altri fenomeni naturali ricoprirono con il tempo quello scantinato e per anni nulla più si seppe della statua della Madonna.
Un giorno un contadino, mentre vangava su quel terreno, vide sprofondare una zolla e dal buco che si era creato intravvide una bellissima statua, era la Madonna delle Grazie. A questo si aggiunga che alcuni boari a mezzogiorno di ogni giorno in quel luogo sentivano sempre suonare una campanella: Era come un segno che qualcosa di prezioso era lì conservato.
Il contadino corse subito ad avvisare gli altri, e insieme si portarono sul posto. Allargarono il buco, si calarono giù nella grotta per sollevare la statua ma per quanto sforzo facessero non riuscirono a sollevarla. Dopo aver pregato si tolsero i pesanti scarponi, e solo allora la Statua fu sollevata con facilità e trasportata nella chiesa di santa Maria dove fu posta nella nicchia sinistra vicino all’ingresso principale della vecchia chiesa.
Nella chiesa di Santa Maria già da tempo immemorabile vi era una statua della Madonna sotto il titolo delle Letizie. La statua molto antica e di stile bizantino, seduta con il bambino Gesù in braccio e su una mano portava una palla che rappresentava il globo terrestre. La tradizione diceva che se la palla fosse caduta sarebbe arrivata la fine del mondo. La palla rotolò nel bombardamento del 31 gennaio 1944, ed era come la fine del mondo.
Quella Statua tutte le volte che si era tentato di portarla in processione , incominciava a grandinare per cui si desisteva. Motti popolari raccontavano che quando la Madonna delle Grazie usciva per la processione, la Madonna delle Letizie sembrava che dicesse quasi per geleosia: “mo va i la pomposella”.
Per la Madonna delle Grazie di Artena vanno ricordate due caratteristiche: la vestizione che viene fatta la mattina del sabato prima della solenne processione e il lungo periodo dell’anno in cui la Madonna è velata e custodita nella sua cappella senza poterLa ammirare.
Il coprire le immagini sacre o le reliquie più insigni, era in uso da diversi secoli nella chiesa. Leggiamo ad esempio nella bibbia e più precisamente nell’antico testamento che l’arca dell’alleanza dove erano custodite le tavole della legge, era ricoperta di veli e solo i sacerdoti potevano toccarla.
Un altro esempio è l’insigne reliquia del velo della Veronica custodito nella basilica di San Pietro in Vaticano, esso viene esposto soltanto due volte durante la quaresima, per il resto dell’anno resta coperto e chiuso nella sua cappella. Si potrebbe proseguire con l’esempio con la S. Sindone e cosi via.
La reposizione ed il velamento dell’Immagine ci riportano alla radice della parola di Dio, per cui la Bibbia, velando il Mistero, stimola il desiderio profondo dell’uomo verso la contemplazione, almeno di sfuggita, la contemplazione dell’ombra di Dio. Tutti sappiamo che la pochezza creaturale della natura umana non può aprirsi alla visione divina, così i grandi personaggi biblici, Abramo, Isacco, Mosè e via tutti gli altri fino ad Elia, sognano la visione e la ricerca affannosa per contemplare il volto divino. Il Vangelo non è meno ricco di questi richiami riguardo a Gesù che parla del Padre, degli Apostoli che gli chiedono in continuazione che mostrasse loro il Padre, e cosi potremmo dire del lampo della trasfigurazione e del giorno radioso della Risurrezione in cui le donne sono testimoni della pietra ribaltata e della presenza degli Angeli dalle bianche vesti.
Cosa significa tutto questo per noi? E’segno evidente che quel volto deve essere desiderato ma sta a noi cercarlo incessantemente: “Il tuo volto io cerco Signore non nascondermi il Tuo volto”, canta il salmista.
E non dovremmo pensare così anche della Vergine Maria? Perciò la scelta che ci hanno tramandato i nostri padri di rendere rare queste ostensioni serve per accrescere in noi il desiderio, l’attesa, il rispetto e la venerazione più grande verso la Madonna. Per questo fu velato il volto di Mosè, l’Arca dell’Alleanza, il Santo dei Santi e lo stesso volto del Padre che risplende nel volto del Verbo incarnato. Penso che la Vergine SS.ma, Madre di Gesù e Madre nostra, è velata non perché debba essere nascosta ma perché sia custodita gelosamente nel cuore di ogni figlio che contemplandola in segreto scopre in Lei il dono della vita e della grazia.
Nei secoli passati ci volevano speciali permessi per un eventuale scoprimento fuori dalle date stabilite (Maggio – Settembre),
Si ricorreva alla Madonna per gravi necessità come ad esempio: tempeste, terremoti o invasioni di eserciti stranieri. L’arciprete convocava il capitolo e si decideva per lo scoprimento sentito il parere del Vescovo. Si suonavano le campane e il popolo accorreva.
La festa e la Processione della Madonna è preceduta da un rituale consolidatosi nei secoli. S’inizia con i dodici rosari in preparazione alla festa che inizia i primi di maggio in corrispondenza con il secondo venerdi che precede la processione. Nella chiesa di Santa Maria, si cantano le litanie lauretane le cui melodie sono sempre diverse ogni giorno. Il sabato precedente la processione per antichissima tradizione, si suonano le campane a martello per un’ora per annunciare alla popolazione l’approssimarsi della festa. Il venerdi, viglia della processione, è il giorno dello scoprimento. Fino a qualche anno fa questo rito si compiva sempre il pomeriggio, l’allora parroco Don Leonardo D’Ascenzo decise che lo scoprimento si facesse la sera, la novità riscosse subito una massiccia partecipazione di popolo per cui si è continuato fino ad oggi questa usanza. Lo scoprimento rappresenta per ogni artenese l’incontro devoto e amorevole verso la Madonna, il rivederla dopo tanto tempo li riempie di gioia e di commozione. A questo rito partecipano una rappresentanza delle confraternite ed il clero locale. Il rosario meditato ed i canti fanno da corona ad un’atmosfera surreale.
Quando si grida il triplice “Evviva Maria” ed il sacerdote tira la tendina e appare l’immagine della Madonna tutti i presenti si sentono pervasi da una gioia incontenibile.
Il sabato mattina ha luogo il rito della vestizione, anche questo rito è rimasto immutato nei secoli esso viene fatto a porte chiuse con la sola presenza dei confratelli e delle consorelle della confraternita. Dopo la Santa Messa due confratelli scalzi prelevano la statua dalla nicchia e la depongono nella macchina processionale, tutti i presenti quindi baciano il piede della statua. Così ha inizio la vestizione che fino a qualche tenpo fa veniva fatta da due donne nubili, ora viene effettuata dalle consorelle della confraternita, per quanto riguarda la vestizione potremmo ricordare pagine eloquenti della sacra scrittura: il primo grande sacerdote Aronne purificato con cura è aiutato ad indossare le vesti più pregiate e significative per ogni sacrificio da offrire a Dio in presenza della comunità adunata, se è tanta la solennità per Aronne e per altri personaggi biblici cosa non pensare per la Beata Vergine?
Il vestito della Madonna e del il Bambino non è intero ma si compone di vari pezzi. S’inizia a vestire la Madonna e poi si finisce con il Bambino Gesù. Tutto dura oltre due ore perché alcuni pezzi di stoffa debbono essere appuntati con spilli e debbono essere aderenti alla statua perché alla fine tutto sembri un unico vestito. Il velo celeste, le corone auree e gli ex voto completano la vestizione. La Madonna viene così esposta in tutto il suo splendore. Nel paese è tutto un fermento di preparativi: si ripuliscono gli angoli più reconditi, le donne comprano le candele per la processione, tutti si adoperano affinchè al passaggio della processione tutto sia in ordine. Nel tardo pomeriggio inizia il martellare delle campane di S. Croce e tutti i devoti si portano a S.Maria per essere presenti alla Processione. Si svolge sempre il secondo sabato che precede la terza domenica di maggio, a memoria d’uomo si ricorda che solamente negli anni trenta e sessanta del secolo scorso poiché la sera del sabato pioveva si svolse la domenica mattina.

Alberto TALONE